Il pH è ancora troppo alto

Dopo aver provato ad aumentare il numero di bolle al minuto di CO2 a 12 rispetto alle 4 iniziali, il valore del pH continua ad essere molto elevato intorno a 8, e quindi ho deciso di procedere con l’inserimento all’interno del filtro di circa 60 g di torba (Torba Acquario Sera). Dopo i primi quattro giorni però il valore è sceso ma di pochissimo mi auguro che riesca scendere ancora un po’ almeno intorno ai 7,2-7,5 prima dell’inserimento dei pesci e delle carine.

Probabilmente dovrò aspettare ancora nonostante sia alla settima settimana dall’avvio. La vasca ha ultimato il suo periodo di maturazione infatti sono sparite totalmente le alghe filamentose che ho avuto per una ventina di giorni e gli altri valori dell’acqua sono utili per ospitare la prima fa un acquatica: Gh 6, Kh 4, ferro 0, NO2 sotto 0,3, NO3 e NO4 a zero. Purtroppo il pH è ancora troppo alto per la mia idea di ospitare caridine e microrasbora galaxy.

Ho scoperto leggendo sui vari forum che la causa potrebbe essere il fondo Manado JBL, molto utilizzato nei vari utenti sparsi nei forum italiani, sembra che rilasci calcio nelle prime fasi di avvio nonostante sia stato sciacquato (forse non abbastanza). La cosa che non mi convince è il valore del Gh che è sempre restato invariato è relativamente basso a 6. Mistero.

Aspetto ancora.

Eliminare silicone dal vetro dell’acquario

Tempo fa ho acquistato una vasca usata da 200 litri, scoperta, adibita a dolce. Volevo trasformarla in marino, facendo i fori per poi installare una sump. La vasca però aveva già incluso un filtro interno a scatola decorato con pietre vere, molto grande, che prendeva una delle pareti laterali per uno spazio di circa 40×40 cm, siliconato molto bene sul perimetro e anche in prossimità dei due scomparti.

Ho cercato a fatica di staccarlo con un taglierino e con un raschietto da decoratore. Tagliando il più possibile il silicone, tra vetro e la plastica, sono riuscito finalmente a staccarlo.

Per il lavoro di fino ho utilizzato la lama di un taglierino utilizzata in orizzontale, molto più indicato uno specifico Raschietto per vetro che da più garanzie di non rigare il vetro, oppure un raschietto per acquario. La cosa importante è non usare la lama orizzontalmente e in modo perpendicolare, un po’ come quando si fa la barba. Anche quando si utilizza orizzontalmente bisogna fare attenzione a non fare forza sulle punte della lama, ai lati, anche questo può portare al rischio di righe.

Con questa procedura ho rimosso praticamente (con pazienza) tutto il silicone dalla parete di vetro, ma in alcuni punti sono rimaste delle macchie, degli aloni, che con i raschietti non si riusciva a eliminare. Ho provato con l’aceto, con l’alcool e con altri rimedi casalinghi che consigliava il web, ma l’unico risultato accettabile l’ho ottenuto con uno sciogli silicone chimico, facendo bene attenzione a tutte le precauzioni: usare i guanti, dosare solo la quantità indispensabile con uno straccetto pulito in cotone o microfibra, e facendo attenzione a non toccare le siliconature principali della vasca (proteggendole prima con scotch da decoratore e stracci). Poi per finire una pulizia a fondo con aceto e acqua e spugna non abrasiva.

Attenzione! L’utilizzo di prodotti chimici rimuovi silicone, così come altri prodotti di pulizia sono sempre sconsigliati, anche per l’esterno della vasca, perché non si ha la completa certezza di aver lavato e pulito bene la vasca dopo l’utilizzo, e alcune sostanze velenose potrebbero restare attaccate al vetro e diffondersi poi nella vasca piena. Per questo motivo utilizzate questi prodotti come ultima spiaggia e solo in piccole dosi, magari nelle zone più a vista. Per altra esperienza personale sono riuscito a rimuovere una siliconatura da me precedentemente effettuata senza utilizzare nessun prodotto, solo raschietto e olio di gomito, e se il silicone è di ottima qualità si riesce quasi sempre a ottenere un ottimo risultato.

Quali tipi di pesci posso inserire in un nano reef?

Questa è la domanda che mi sono fatto anch’io quando allestito la mia prima vasca marina, una vasca molto piccola di circa 50 litri, nella quale avevo inserito una decina di chili di rocce vive e con la tecnica (tra cui una pompa di movimentoTunze Nano Stream 6015, riscaldatore e skimmer Tunze 9001 ) inseriti direttamente nella vasca. Quindi con uno spazio molto ridotto.

Diadema Setosum

In realtà la cosa che ho capito avendo un acquario marino è la bellezza dell’ambiente che viene a crearsi e della microfauna che si sviluppa che è da sola di per sé molto bella da vedere ed è ancora più bella quando si inseriscono i primi invertebrati e crostacei.

La mia vasca ad esempio è stata popolata per molto tempo solamente di un lysmata debelius e un riccio Diadema setosum due turbo lumache e un granchio.

Il mio Lysmata debelius

Vedere nella mia vasca già solamente la bellezza del mio gamberetto lysmata e i suoi colori mi dava un’immensa gioia. Quindi dal mio punto di vista la cosa principale è creare prima di tutto un bell’ambiente, un bello scenario, occuparsi dei valori dell’acqua e poi capire se e quali pesci inserire in base alle dimensioni della vasca. Nel mio caso completai l’acquario con una coppia di Amphiprion ocellaris conosciuti meglio come pesci pagliaccio, quelli del film Alla ricerca di Nemo. Sono pesci che non hanno bisogno di troppo spazio, ma vivono bene in coppia, infatti non si lasciano quasi mai.

L’importante è farsi consigliare dal negoziante di fiducia o dalla moltitudine di gruppi su Facebook dedicati all’acquariofilia. Ve ne segnalo uno, Acquario Marino By Acquaportal che è tra i più seguiti in Italia sul tema specifico dell’acquariofilia marina.

Quanto costa allestire un acquario marino da 100 litri?

In questo post parliamo solo di tecnica e allestimento base, non di fauna da allevare. Ci sono due modi per allestire una vasca a marino da zero: con sump e senza sump.

Senza sump dovrai come minimo:

  • inserire uno skimmer in vasca (diciamo il Tunze 9001 o il Tunze 9004 circa 100-120 euro);
  • due pompe di movimento silenziose (diciamo due pompe non regolabili elettronicamente, dovrebbero bastare due Tunze 6025 prezzo complessivo 90 euro);
  • circa 15 kg di rocce vive, dovrebbero bastare almeno per avviare (circa 180 euro);
  • sabbia non ne metterei (sporca troppo e non conviene fare un dsb in 100 litri a mio parere) al massimo una spolveratina sul fondo;
  • un sistema di rabbocco automatico se non vuoi impazzire giornalmente a farlo a mano, propongo di installare un Hydor smart level control (72 euro) collegato a una tanica con una pompetta che riesca almeno a risalire alla vasca come prevalenza (lo smart level ti consiglio di collegarlo a un timer in modo che faccia il check del livello una sola volta al giorno per un periodo limitato di tempo) oppure ci sono sistemi artigianali di azionamento della pompa basati semplicemente su due interruttori a galleggiante, uno per il minimo e uno di sicurezza per il massimo che spegne la pompa;
  • se non è comodo andare a comprare taniche di acqua osmotica dal negoziante io mi comprerei anche un sistema di produzione di acqua osmotica tipo l’Askoll Pro-Blue System che costa solo 60 euro;
  • sale marino, non sono in grado di consigliarti la marca migliore ma son circa 15-20 euro ogni 4kg se va bene. Ce ne va più o meno 3,5 kg ogni 100 litri.

Ultima cosa la vasca dovrebbe essere scoperta, perché funziona meglio e perché dovrai inserire lo skimmer.

L’illuminazione merita un discorso a parte. Su una vasca di circa 100 litri consiglierei una o due easy led della Aquatlantis (130-150 euro l’una), altrimenti ci sono ottime plafoniere, anche programmabili, ma mi sa che i costi aumentano se non si va su prodotti low cost. Affronterò in altri post l’argomento illuminazione, nel frattempo questo videoclip offre un’interessante panoramica.

Con sump

 

Intanto devi procurarti la sump, e dipende dalle misure magari con 70-100 euro la trovi, poi bisogna bucare la vasca che immagino i buchi non li abbia – se li fai da solo occorre comprare delle speciali Punte Vetro a tazza diamantate, su amazon le trovi a 15 euro, e usare pazienza e acqua per raffreddare – installare un sistema di scarico carico (mi viene in mente il classico xaqua da 120 euro con i tubi), comprare una pompa di risalita adeguata (dipende dalla portata minimo sono 40 euro). Con la sump effettivamente i costi aumentano, ci sono però molti vantaggi: il primo che mi viene in mente è spostare dentro un mobile lo skimmer che quando è in funzione è davvero fastidiosamente rumoroso.

Far crescere la Lilaeopsis brasiliensis

Lilaeopsis Brasiliensis Caresheet

Avevo in mente di realizzare un pratino completato da qualche roccia denominata seiryu stone (rocce seiryu) per creare un ambiente sullo stile di Takashi Amano, l’inventore dell’acquario naturale. In negozio mi hanno dato una piantina che assomiglia molto a un prato di terra, informandomi credo si tratti di una Lilaeopsis Brasiliensis.

La scheda dice che è molto lenta a crescere ed è delicata in fase di attecchimento e questi sono i valori richiesti:

Temperatura 15-26°C
pH 6,0-8,0
GH 5-20 °dGH
Luce da media a forte

Direi che ci siamo. La vasca ha una temperatura di circa 24,5°, il pH è ancora un po’ alto, siamo intorno a 8,2 ma dovrò cercare di abbassarlo introducendo co2, il GH è a 8 attualmente e come luce utilizzo la mia Easy Led universal 438 (qui vi metto link della versione da 60-80 cm, ce ne sono di varie misure Easy Led), tralaltro vi spiegherò come ho fatto a installare la plafoniera led all’interno del coperchio predisposto a neon del mio vecchio acquario.

 

 

 

 

Il mio acquario dolce: 4a settimana

Ho finalmente effettuato il primo cambio d’acqua corposo, intorno al 20%, circa 9 litri cercando di togliere il più possibile di Oedogonium capillare, l’alga filamentosa di cui sono infestato. Da circa tre giorni ho installato la co2 quindi ho valori di pH ancora alti, intorno a 8. Ma è già un successo visto che partivo dagli 8,9 della scorsa settimana. La cosa delle alghe non mi preoccupa. Non ho fretta come in passato di inserire pesci e questo è un ottimo articolo che ho letto e avvalora la mia tesi di avere pazienza, molta pazienza.

Aspetto una settimana per rifare i test. Non devi avere fretta, mi ripeto. Quando i batteri raggiungeranno la giusta quantità in acqua e nel fondo, le alghe scompariranno da sole. Ho aggiunto un po’ di cibo per accelerare questo processo e nei prossimi giorni arriveranno altri acquisti tra cui una confezione di batteri che aggiungerò. Molti dicono, e probabilmente in modo ragionevole, che i batteri si devono formare lentamente e autonomamente, ma non penso faccia male un aiutino.

Il mio picco di alghe arrivate a 4 settimane sfatano il mito della maggior parte dei negozianti quando ti parlano del mese di maturazione, tempo minimo dopo il quale si possono inserire i pesci. In realtà ci va il tempo che ci va.
Se mettessi pesci adesso, in una vasca che ancora deve trovare stabilità farei un errore. Come d’altro canto potrebbe essere che gli ospiti che andrebbero a popolare la vasca contribuirebbero a migliorare il ciclo dell’azoto. Ma ho deciso di aspettare ancora. Almeno vorrei vedere un valore di pH più basso. Aspettiamo. Senza fretta. Intanto le piante crescono, stanno bene. Già un risultato buono.

Inserimento di una lampada Easy Led al posto di un neon

Vi racconto qui come ho fatto una modifica al coperchio del mio vecchio acquario da 56 litri che montava un classico led T8 da circa 40 cm.

Innanzitutto ho verificato, misurando, che la lampada led Easy Led 438 Universal, per acqua dolce, avesse le misure in lunghezza e lo spazio come spessore, per poter stare nello scomparto prima occupato dal neon. È una verifica che va fatta perché non è sempre detto che l’alloggiamento sia sufficiente, nonostante le Easy Led nascano proprio per sostituire i neon in quando corrispondono in lunghezza agli standard dei neon per acquari in commercio. Ho quindi smontato il coperchio e con pazienza ho staccato il neon, i cavi, lo starter e l’alimentatore.

Ho anche realizzato dei fori di aerazione nella plastica di copertura per permettere al dissipatore di calore già incluso nella lampada di svolgere meglio il suo lavoro.

Ho dovuto creare dei supporti avvitando dei ferma tubi da 2,5 cm di diametro alla plastica di base e aiutandomi con porzioni di tubi di gomma per realizzare dei riduttori di misura ‘ammortizzati’ (è utile per ridurre vibrazioni alla lampada prodotte dalla pompa del filtro, che possono creare rumore)

Successivamente ho fatto passare i cavi di collegamento (che vanno al suo alimentatore) attraverso i fori che precedentemente facevano passare il cavo da collegare alla 220v.

Ne ho approfittato anche per inserire e in questo caso fissare con due gocce di silicone, anche una barra Led dell’Ikea, di quelle multicolore, per permettermi di avere una luce ambrata che simuli alba e tramonto (per il dolce l’ho preferita alla classica blu notte, ma posso sempre cambiare colore con l’apposito controller)

Ho successivamente fatto dei test per verificare che la plastica trasparente non scaldasse troppo con la presenza molto ravvicinata della nuova lampada.

La prossima modifica del coperchio riguarderà l’inserimento di una ventola da PC silenziosa per il raffreddamento dell’acqua di superficie, ma c’è ancora tempo. Stay tuned.

Ecco il link alla versione Easy Led da 60 a 80 cm

Easy Led Lampada a Led

Produrre acqua salata per acquario marino

articolo in costruzione

Vi racconto la mia esperienza che immagino sia quella di molti.

Produrre acqua salata per un acquario marino non è così complicato soprattutto se ci si attrezza e non ci si fa prendere dalla paranoia di non raggiungere la giusta salinità dell’acqua. Ecco cosa occorre:

Acqua osmotica acquistata in negozio oppure impianto per la produzione in proprio di acqua osmotica

Rifrattometro

Sale marino

Un termoriscaldatore

Un misuratore TDS (total dissolved solid = solidi totali disciolti. I solidi totali disciolti sono l’insieme di tutti i materiali presenti nell’acqua che vogliamo togliere con il nostro sistema osmosi. La misurazione viene indicata in ppm, ovvero parti per milione)

Un secchio o una bacinella con capienza in base a quanta acqua si vuole produrre per il cambio d’acqua programmato

Opzionali ma utili:

Una pompa di movimento

Per produrre acqua osmotica ci sono moltissime soluzioni in commercio ma io vi dico quale uso io, una delle più economiche ma con l’affidabilità del marchio Askoll. La produzione di acqua osmotica meriterebbe interi capitoli ma con questo sistema si ottiene un acqua quasi pura, per mia esperienza con un acqua del rubinetto molto dura con DTS superiore a 250 arrivo a un risultato di 009, quindi accettabile.

Il rifrattometro è strumento indispensabile per misurare la salinità dell’acqua

Come ho trasferito il contenuto di un acquario in un altro acquario, in un’altra casa

Contenuto in costruzione

Dovevo trasferire tutto il mio contenuto della vasca, pesci e piante compresi, all’acquario di mio papà, distante circa una decina di chilometri da casa mia.

Trasferimento 50% di acqua
Per prima cosa ho trasferito circa metà dell’acqua in taniche di plastica, che sono indispensabili per un acquariofilo. Si trattava di circa 22 litri. Utilizzai semplicemente un tubo di gomma con la tecnica dell’aspirazione a bocca: un’estremità inserita in vasca e dall’altra estremità si aspira l’aria dal tubo per dare il via al trasferimento dell’acqua. È possibile farlo anche riempiendo completamente d’acqua il tubo tenendo chiusa con un dito l’estremità che andrà inserita nella tanica. Per i più pigri è possibile farlo anche con una pompetta esterna oppure da immersione, collegando il tubo che va alla tanica. Presupponendo che la tanica si trova più in basso rispetto alla vasca non occorre una pompa troppo potente, anche dai 3 agli 8 watt: deve riuscire a
pompare l’acqua fino al bordo vasca, fino a quando il tubo si piega verso il basso. Solitamente la portata e la prevalenza sono specificate, in ogni caso dovrebbe andare a bene un apparecchio di questo tipo (pompa economica) e un tubo flessibile.

I tubi di questo tipo sono tipicamente da 11 o 13 mm di diametro e le pompe possono adattarsi a entrambe le misure. Ma è meglio controllare prima dell’acquisto.

Spostamento pesci in bustine o in vaschette con coperchio ermetico
Inserimento in buste di plastica di piante e legni
Svuotamento acqua rimanente
Spostamento contenuto filtro
Spostamento sabbia matura

A questo punto mi ritrovai con l’auto piena, e cercai di guidare molto lentamente per evitare scossoni ai pesci.
Arrivarono tutti sani e salvi. E iniziammo dal filtro, poi la sabbia, poi l’acqua e poi piante e pesci a popolare la vasca di destinazione. Per fortuna questa volta eravamo in due. La vasca di destinazione era più grande. Una decina di litri in più. Optammo per l’acqua di rubinetto, tenuta per qualche ora a temperatura ambiente (era estate), perché in quella zona di Torino Nord l’acqua è nettamente meno dura di quella di Grugliasco (cintura di Torino).