15 Febbraio 2018 Come ho trasferito il contenuto di un acquario in un altro acquario, in un’altra casa

Come ho trasferito il contenuto di un acquario in un altro acquario, in un’altra casa

Dovevo trasferire tutto il mio contenuto della vasca, pesci e piante compresi, all’acquario di mio papà, distante circa una decina di chilometri da casa mia.

Fase 1: Trasferimento 50% di acqua
Per prima cosa ho trasferito circa metà dell’acqua in taniche di plastica, che sono indispensabili per un acquariofilo. Si trattava di circa 22 litri. Utilizzai semplicemente un tubo di gomma con la tecnica dell’aspirazione a bocca: un’estremità inserita in vasca e dall’altra estremità si aspira l’aria dal tubo per dare il via al trasferimento dell’acqua. È possibile farlo anche riempiendo completamente d’acqua il tubo tenendo chiusa con un dito l’estremità che andrà inserita nella tanica. E’ possibile farlo anche con una pompetta esterna oppure da immersione, collegando il tubo che va alla tanica. Presupponendo che la tanica si trova più in basso rispetto alla vasca non occorre una pompa troppo potente, anche da 4-8 watt. Deve riuscire a
pompare l’acqua fino al bordo vasca, fino a quando il tubo si piega verso il basso. Solitamente la portata e la prevalenza sono specificate, in ogni caso dovrebbe andare a bene un apparecchio di questo tipo (pompa economica) e un tubo flessibile.
I tubi di questo tipo sono tipicamente da 11 o 13 mm di diametro e le pompe possono adattarsi a entrambe le misure. Ma è meglio controllare prima dell’acquisto.

Fase 2: Spostamento pesci in bustine o in vaschette con coperchio ermetico
Vendono specifiche buste di plastica resistenti, le si trova nei negozi di acquariofilia. Ma per tragitti brevi vanno benissimo le buste alimentari trasparenti per il freezer. Usate un elastico per stringere bene. Oppure fate un bel nodo a patto che le buste siano messe a loro volta in un recipiente o una bacinella in modo da evitare di bagnare l’auto.
Fase 3: Inserimento in buste di plastica di piante e legni

Fase 4: Svuotamento acqua rimanente
I restanti 22-25 litri di acqua sono stati ripartiti in altre due taniche da 16 litri circa.

Fase 5: Spostamento contenuto filtro
Il contenuto del filtro, ovvero cannolicchi o spugne sono maturi di batteri. Utili a mantenere vivo il ciclo di filtrazione biologica nel nuovo acquario, quindi è bene cercare di trasportarli, con un quantitativo minimo di acqua ed evitare di pulirli troppo. Interromperebbe bruscamente la maturazione dell’acqua.

Fase 6: Spostamento sabbia matura
Anche lo spostamento della sabbia ha la sua importanza. La gran parte dei batteri si annida in vari strati della sabbia. In questo caso è stata per me l’occasione di scartarne una parte e integrarne di nuova, anche perché l’acquario di destinazione era lievemente più grande (circa il 20% di spazio in più). Per un acquario di acqua dolce si consiglia di avere uno strato di fondo fertile o inerte di circa 5 cm, soprattutto per migliorare l’attecchimento di piante con radici immerse.

A questo punto mi ritrovai con l’auto piena, e cercai di guidare molto lentamente per evitare scossoni ai pesci.
Arrivarono tutti sani e salvi. E iniziammo dal filtro, poi la sabbia, poi l’acqua e poi piante e pesci a popolare la vasca di destinazione. Per fortuna questa volta eravamo in due. La vasca di destinazione era più grande. Una decina di litri in più. Optammo per l’acqua di rubinetto, tenuta per qualche ora a temperatura ambiente (era estate), perché in quella zona di Torino Nord l’acqua è nettamente meno dura di quella di Grugliasco (cintura di Torino). Oggi, che ho a disposizione un impianto di osmosi professionale probabilmente avrei optato per integrazione sempre di acqua osmotica e aggiunta di sali. Soprattutto nel caso di una vasca che comunque dovrà ripartire in maturazione nonostante l’uso di sabbia, cannolicchi e acqua già maturi. Avere acqua il più pura possibile ed esente da silicati e fosfati riduce sicuramente la presenza di alghe, nelle settimane successive.

E comunque con le alghe, per esperienza personale, un po’ bisogna conviverci. A patto che rimangano un elemento naturale e che non disturbi il design, l’aquascape, che abbiamo dato alla vasca. Che sia presente sotto forma di alghe verdi corte magari ricoprendo in parte le rocce. Ma ovviamente non deve diventare un fenomeno infestante. Il dilemma delle alghe lo affronterò in altri post.

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