11 Novembre 2019 È più impegnativo curare un acquario di acqua dolce o un acquario marino?

È più impegnativo curare un acquario di acqua dolce o un acquario marino?

È più impegnativo curare un acquario di acqua dolce o un acquario marino?

Dipende sempre dal tipo di acquario che si vuole allestire. Generalizzando, comunque, l’acquario marino (di barriera) richiede di massima una serie di attrezzature in più e di conseguenza impegno dal punto di vista dei costi e della manutenzione.

Ci sono vari livelli di cura di un acquario e varie teorie in merito. L’idealizzazione per un acquariofilo sarebbe quella di ottenere un biotopo o comunque un micro mondo talmente simile alla realtà al punto di autosostenersi dal punto di vista chimico, batteriologico e del rapporto tra le varie forme di vita vegetali e animali che lo compongono. Purtroppo è quasi impossibile: per quanto ci si sforzi si sta comunque ricreando artificialmente qualcosa che la natura fa spontaneamente e in spazi ampiamente più grandi. E’ un po’ come immaginare, per noi umani, di non uscire mai di casa, per quanto la casa possa essere grande e accogliente, è comunque una forzatura.

E’ quindi importante informarsi sul tipo di specie animali e vegetali che si vogliono allevare e dotarsi di attrezzature conformi per farlo. Ricordandosi che si tratta pur sempre di un allevamento in cattività, e che occorre sforzarsi di ricreare il più possibile quello che animali e vegetali troverebbero in natura.

Il lato positivo di questa “forzatura” è che grazie all’acquariofilia consapevole, alcune specie in difficoltà in natura, riescono a sopravvivere negli acquari. Come molte specie di coralli a rischio nelle barriere coralline che in alcune zone del mondo stanno scomparendo.

Alcune specie animali sono più “facili” da allevare. E specie nell’acquario dolce riescono a tollerare meglio temperature, valori chimici e pH. Per un neofita è meglio iniziare con una vasca di acqua dolce, meglio se di medie dimensioni (60–100 litri). Le famose nano tank, di litraggio inferiore ai 30 litri, sono paradossalmente più difficili da gestire nel caso di dissesti chimici dovuti a varie ragioni, la principale è l’affollamento o la sovra alimentazione.

L’acquariofilia è spesso frutto di tentativi, ma come per tutte le altre esperienze e professioni della vita, più è consapevole, seguita da professionisti o coltivata leggendo libri e scambiando pareri con i più esperti, più darà risultati positivi e soddisfazioni.

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