15 Febbraio 2018 La mia prima vasca marina, il primo giorno

La mia prima vasca marina, il primo giorno

Era settembre del 2017, avevo visto sul web nano reef di acqua salata e pensai di provare a farne una nella mia vaschetta da 46 litri netti. Pesci, piante e un tronchetto di legno con legata un’anubias li avrei spostati nell’acquario di mio papà che nel frattempo aveva visto morire gli ultimi guppy nati qualche anno prima nella mia vasca in cattività. (ne parlo quì)

Andai in un negozio per farmi consigliare. Da subito il titolare mi avvisò di quanto tempo avrei perso, quanti soldi avrei speso e quanto sarebbe stato difficile avviare una vasca marina così piccola per un neofita.

Poi si convinse, e disse: “proviamo, ma devi fare come ti dico io”. Innanzitutto dovetti scoperchiare la vasca, togliendo coperchio e bordo. “La vasca marina deve prendere aria, deve ossigenarsi, di conseguenza evaporerà anche tanta acqua”, aggiunse.

Intanto dovevo portare tutto il mio contenuto a casa di mio padre, che nel frattempo aveva la vasca praticamente asciutta. I dettagli li racconto qui.
Fatto questo tornai a casa, e mi misi a pulire bene la vasca. Ah la vasca misurava 58,5 cm x 29,4 cm per 29,5 cm di altezza. Lo spessore non è un granché, solo 4 mm, ma le siliconature erano fatte bene.
La pulizia va fatta solamente con uno straccio e una spugna, utilizzando acqua e aceto di vino, per non aggredire le giunture in silicone e per non lasciare residui che poi potrebbero sciogliersi in acqua ed essere tossici per il nuovo ambiente. Ci si può aiutare con un raschietto metallico per acquario, adatto a pulire le alghe rimaste attaccate ai vetri.

A questo punto tornai al negozio e dopo aver caricato l’auto tornai a casa con:

  • circa 10 kg di rocce vive (circa 1 chilogrammo ogni 5 litri d’acqua, in realtà una quantità un po’ sovradimensionata per la mia vasca di allora, io consiglierei di incominciare a fare una rocciata con 1 kg ogni 8-10 litri);
  • uno schiumatoio Tunze 9001 nella taglia da 21,5 cm in altezza;
  • una pompa di movimento Tunze Nano Stream 6015 con un movimento da 1800 litri l’ora, direi più che sufficiente per una vasca piccola come quella;
  • 4 taniche da 16 litri di acqua salata (il negoziante mi consigliò così ma poi vi dirò come ho fatto produrre acqua salata con le giuste dosi);
  • 1 tanica da 16 litri di acqua osmotica per i rabbocchi;
  • 1 bustina di sabbia bianca, giusto per creare un po’ meno di 1 cm di fondo (era un avanzo, non mi pare fosse di qualità eccelsa, tantomeno corallina, però molto fine);
  • 3 barattoli di prodotti Seachem per ridurre i nitrati, e per dosare carboni attivi, da inserire in un filtro esterno che utilizzavo in quel periodo nella vasca, il modello Hydor Prime 10 che svolgeva egregiamente la sua funzione.

Sulla prima avvertenza di tipo economico il titolare aveva ragione. Avevo già speso 350 euro.

Mi documentai su internet per fare la rocciata (qui un link interessante dal portale Acquaportal), l’aquascape dell’acquario marino che non deve solo avere un valore estetico ma anche funzionale: l’acqua messa in movimento dalla pompa deve fluire tra le rocce e non avere zone stagnanti, e inoltre devono possibilmente essere creati dei tunnel e ripari per pesci e invertebrati.
Vengono utilizzate rocce vive. Costano all’incirca 10-15 euro al chilo e provengono direttamente dal mare o da specifici allevamenti. Per unire le rocce ho usato una colla epossidica, una specie di mastice fatto di due componenti che unite e impastate formano una pasta che indurisce anche in acqua utile a fissare le rocce tra loro. Il consiglio è comunque quello di trovare la giusta posizione ed equilibrio in modo che stiano stabilmente su da sole.

Alcuni utilizzano rocce morte o artificiali come base per poi integrare rocce vive. Col tempo le rocce morte verranno colonizzate dalla fauna acquatica.

Ultima cosa importante: le rocce vive sono veramente vive. Vengono consegnate umide in specifici contenitori in polistirolo. Bisogna maneggiarle con cura perché nelle loro cavità contengono non solo batteri ma anche invertebrati e coralli, magari non ancora sviluppati. Come è capitato a me possono esserci anche dei vermocani, dei vermi particolarmente utili per tenere pulito il fondo e le rocce, ma che sono cosparsi di aculei urticanti, per questo motivo vi consiglierei di utilizzare dei guanti di lattice per creare la rocciata e di farlo con molta delicatezza e attenzione.

Ecco il risultato della mia vaschetta. Era bellissima (per me).

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