15 Febbraio 2018 Timerizzare, temporizzare, automatizzare l’acquario

Timerizzare, temporizzare, automatizzare l’acquario

Rendere autonomo il più possibile un acquario è a mio modo di vedere la strada più logica da seguire. È impossibile che una vasca di vetro contenente un litraggio limitato di acqua possa imitare in tutto e per tutto quello che accade in natura dove i cicli vitali si ripetono a partire dagli organismi più semplici e microscopici e dove eventi climatici e il moto delle onde o dei fiumi hanno un ruolo cruciale. La vita in un acquario è artificiale e non basterà mai da solo ad essere autosufficiente. Anche se la letteratura è ricca di casi in cui gli acquari diventano ecosistemi perfetti che riproducono in miniatura la vita naturale è sempre necessario un minimo intervento umano, sia strumentale sia chimico.

Mi limito a descrivere una soluzione minima e a basso costo di automazione di un acquario dolce o marino e questo è ottenibile facilmente con timer o multi prese elettriche timerizzate.

Innanzitutto cosa può essere automatizzato? Praticamente tutto. Ma andiamo per gradi iniziando a considerare cosa può essere timerizzato ovvero acceso o spento in base agli orari quotidiani e settimanali.

Illuminazione

In linea di massima bastano dalle 7 alle 9 ore al giorno di luce artificiale in un acquario. Se sono collegate diverse tipi di lampade possono essere sincronizzate in modo da simulare la luce naturale, anche senza l’utilizzo di specifiche centraline alba-tramonto.

Sistemi di rabbocco automatico

Talvolta occorre effettuare rabbocchi con acqua d’osmosi presenti in serbatoi esterni. Questi rabbocchi sono gestiti da interruttori a galleggiante o da sensori di livello che attivano una pompa quando l’acqua in vasca scende sotto il livello di minimo. Il mio consiglio è di accoppiare un timer in modo da effettuare un check quotidiano a una determinata ora onde evitare che le pompe di rabbocco siano troppo spesso in movimento.

Sistemi di integrazione di CO2

L’integrazione della CO2 in vasca avviene tramite una bombola di anidride carbonica (o altri sistemi di produzione artigianale a reazione) collegata a un riduttore di pressione e a un diffusore in bollicine più piccole. Per poter controllare l’erogazione vengono utilizzate delle elettrovalvole, ovvero dei dispositivi che aprono una valvola solo quando sono collegate alla rete elettrica. In alcuni casi l’elettrovalvola viene inserita all’interno del kit completo per l’integrazione di CO2.

Le elettrovalvole possono essere collegate a un pH meter elettronico per aprirsi in base al livello di acidità dell’acqua, in quanto la variazione pH è strettamente correlato alla quantità di CO2 introdotta e al kH (ne parleremo in altri post). Ma può anche essere collegata semplicemente a una presa controllata da un timer, per definire solo uno spazio limitato durante la giornata per l’erogazione. Di massima si preferisce sospendere l’erogazione di notte, o comunque a luci spente, in quanto al buio le piante acquatiche smetteranno di produrre ossigeno e produrranno CO2 per effetto della fotosintesi.

Per far questo esistono timer analogici ed elettronici, questi ultimi costano di più ma sono più precisi nella regolazione dell’ora e minuti. Quello che consiglio io è di affidarsi a multiprese Wi-Fi che possono essere configurate da applicazioni su smartphone ed essere integrate in sistemi di domotica. 

Con gli “smart switch” Wi-Fi è possibile controllare ogni singola presa in modo indipendente. Comandarle manualmente attraverso le app, oppure impostare timer specifici per ogni canale di alimentazione elettrica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelle foto le schermate principali dell’app che ho utilizzato, fornita da Revogi, il modello di multipresa wi-fi che ho acquistato. 

Nella prima da sinistra la schermata di login, il sistema è gestito da un cloud al quale occorre iscriversi gratuitamente. Nella seconda foto la multipresa mi indica lo stato di ogni singolo canale e quanti watt sta consumando in tempo reale (è possibile a tal proposito impostare un contatore per calcolare consumi nel corso del tempo). L’ultima foto è un timer software, dove per ogni singolo giorno o per settimana è possibile definire gli orari di accensione e spegnimento dei singoli canali.

Nel mio caso:

  • alle 7:20 si accende una luce led RGB impostata sul blu che ho comprato all’IKEA, per simulare l’alba;
  • alle 7:30 si accende la lampada Easy led che ho inglobato nel coperchio (vedi post) e si accende anche l’elettrovalvola per l’erogazione della CO2;
  • alle 16:30 si spegne la luce diurna Easy Led e si ferma la CO2 e si accende nuovamente il led blu per il tramonto;
  • alle 16:45 si spegne anche la luce blu.

Ovviamente riscaldatore e filtro sono sempre in funzione. Il riscaldatore ha il suo termostato e si spegne autonomamente quando la temperatura ha raggiunto i 25 gradi. 

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